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Earth Overshoot Day: la Terra misura le sue risorse annuali

Anche quest'anno, "l’Earth Overshoot Day" vale a dire il giorno a partire dal quale iniziamo a consumare risorse naturali che in realtà non sarebbero più disponibili è arrivato troppo presto.

Infatti, a partire dal 21 agosto, con oltre quattro mesi di anticipo rispetto al dicembre 2010, abbiamo già consumato tutte le risorse che la natura può fornire nel corso di un anno. Dall'acqua ai raccolti, fino al 31 dicembre prossimo si dovrà ricorrere alle riserve.

A calcolare ogni anno l'ora x sono degli studiosi della Ong Global Footprint network. Gli scienziati determinano il momento in cui l’umanità comincia a vivere a credito dopo aver consumato tutte le risorse prodotte dalla natura in un anno.

Saremo quindi nuovamente "in credito" per quanto riguarda la produzione di cibo, la neutralizzazione delle emissioni di anidride carbonica, ma anche la rigenerazione dell'acqua o la capacità di assorbire i rifiuti, che sono solo parte delle cose che la natura quotidianamente ci offre.

L'organizzazione ha messo a punto un indice statistico su 150 paesi che mette assieme il consumo annuale di risorse e la loro effettiva disponibilità, anche attraverso il calcolo dei tempi di rigenerazione. Da questo punto in poi, il cibo consumato, le acque utilizzate, l'anidride carbonica immessa nell'aria, sono alcuni degli elementi che la Terra non è più in grado di rigenerare o tollerare.

Quando fu lanciato, nel lontano 1987, l'indice aveva calcolato che le risorse della terra per quell'anno erano finite il 21 dicembre, appena 10 giorni prima della fine dell'anno. Da lì una escalation senza fine, nel '95 si era già spostato indietro, al 21 novembre, appena due anni fa (2008) il punto di rottura era stato il 23 settembre, nel 2009 il deficit era iniziato solo il 25 settembre (migliorando).

Negli ultimi due anni l'Earth Overshoot Day è stata anticipato di un mese - da settembre ad agosto.

"Quando si esauriscono in nove mesi le risorse di un anno si dovrebbe essere seriamente preoccupati", afferma Mathis Wackernagel, presidente di Global Footprint Network. "La situazione non è meno urgente sul fronte ecologico - spiega Wackernagel - cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e carenza di cibo e acqua sono tutti chiari segnali di come non potremo più continuare a consumare 'a credito".

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