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Sbarcata a Sidney Plastiki, la nave di bottiglie di plastica

E' entrata oggi nella baia di Sydney dopo quattro mesi di viaggio e 15 mila chilometri percorsi, il catamarano a vela realizzato con bottiglie di plastica recuperate dal mare.

Il catamarano misura 19 metri ed è stato costruito con 12.500 bottiglie. Ha attraccato davanti al Museo marittimo nazionale, dove i sei membri dell'equipaggio, fra cui, David de Rothschild, ideatore dell'impresa, sono stato accolti dall'ambasciatore Usa Jeffrey Blelch, dal vice sindaco di Sydney Phillip Black e dal velista-ambientalista Ian Kiernan, promotore della campagna Clean Up the World.

«Questa è la parte più difficile del viaggio, attraccare», ha gridato de Rotschild dalla barca mentre l'equipaggio lottava per manovrare verso il molo la barca, notoriamente difficile da dirigere. «È incredibile. Siamo così felici di essere qui», ha detto nel mettere piede a terra. «Abbiamo visto tanta spazzatura in mare aperto, soprattutto plastica. Quello che dobbiamo fare è cambiare atteggiamento, imparare a riciclare e a non gettare immondizie soprattutto negli oceani», ha poi aggiunto.

Tenuta insieme da un nuovo collante totalmente riciclabile detto Seretex, composto di zucchero di canna e di noci di acagiù, con l'albero ricavato da un tubo di alluminio da irrigazione e le vele di plastica riciclata, usando solo energia rinnovabile, proveniente dal sole, dal vento e da turbine marine, la barca ha sostenuto venti di 62 nodi, temperature fino a 38 gradi e una vela strappata. Nell'ultimo tratto tuttavia ha dovuto essere rimorchiata per due giorni da un motoscafo a causa di venti contrari dal sud.

L'impresa vuole sensibilizzare il grande pubblico sui problemi della pesca massiccia e dell'inquinamento degli oceani, in gran parte causato da contenitori e buste di plastica. Per questo il viaggio da San Francisco fino a Sidney per oltre 8 mila miglia marine.

L'equipaggio di sei persone comprendente lo stesso Rothschild e una skipper donna, Jo Royle, ha visitato gli stati-arcipelago del Pacifico Kiribati, Samoa occidentale e Nuova Caledonia per parlare ai locali dei rifiuti di plastica, e ha potuto constatare direttamente l'inquinamento dell'oceano, confermando la rilevanza della missione. Durante la traversata di 128 giorni i sei hanno vissuto in una cabina di 6 metri per 4,5, hanno fatto la doccia con acqua di mare e sono sopravvissuti con una dieta di cibo in scatola o disidratato, con il supplemento di verdure dall'orticello coltivato a bordo. Il Plastiki resterà in mostra nel Museo marittimo per un mese.

Una curiosità: Il nome della barca "Plastiki" trae origine da Kon-Tiki che è la zattera usata dall'esploratore e scrittore norvegese Thor Heyerdahl nella sua spedizione nel 1947 attraverso l'Oceano Pacifico dal Sud America alle isole della Polinesia. Il battello fu così chiamato secondo un antico nome Inca del dio del sole (kon). In seguito alla sua impresa lo stesso nome fu il titolo del libro di buon successo che Heyerdahl scrisse per descrivere la sua avventura.

Guarda il video che parla del Plastiki sulla nostra webTV

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