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Imbianchini sulle Ande per frenare lo scioglimento ghiacciai

A Licapa, 4.700 metri, sulle Ande peruviane, una manciata di imbianchini ha iniziato a dipingere di bianco le pareti rocciose delle montagne per cercare di arginare lo scioglimento dei ghiacciai

Il progetto, finanziato dalla Banca Mondiale con 200mila dollari, è stato promosso senza il supporto del ministro dell'Ambiente di Lima e rappresenta l'ultimo, estremo, tentativo in ordine di tempo, a metà tra l'operazione scientifica e l'idea rivoluzionaria.

I pittori sono già al lavoro sulle pareti del ghiacciaio Chalon Sombrero. Il principio scientifico è noto e indiscutibile: il bianco riflette le radiazioni solari, invece di assorbirle, evitando così il riscaldamento della zona circostante.

"Questo determinerà una sorta di micro-clima, insomma come dire che il freddo genererà più freddo, così come il calore provoca maggiore surriscaldamento", spiega Gold. L'idea del 'bianco' come strumento di geo-ingegneria per lottare contro il riscaldamento climatico non è certamente nuova.

Anche Steven Chu, premio Nobel per la Fisica e ministro per l'Energia e l'Ambiente degli Stati uniti, aveva lanciato una campagna per le strade e i tetti degli edifici bianchi, così da evitare il surriscaldamento delle città. Ma applicare questo principio a 3mila chilometri di Ande peruviane è tutt'altra cosa.

I quattro intrepidi pittori dovranno imbiancare una ventina di ettari in 15 giorni sul ghiacciaio Cholon Sombrero, poi cimentarsi su altri 70 ettari dei tre massicci montuosi del progetto di Gold, premiato nel 2009 dalla Banca Mondiale tra le "100 migliori idee per salvare il pianeta".

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