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Il buco dell'ozono non spaventa più!

Grazie alla scienza (e alle buone pratiche) il buco dell'ozono non spaventa più. Lo affermano i risultati di un gruppo di scienziati che ha studiato il fenomeno del buco dell'ozono e che afferma che dal 2080, grazie soprattutto al bando dei prodotti cfc, lo strato che ci protegge dai raggi ultravioletti si richiuderà completamente.

Scoperto nel 1985 al Polo Sud dallo scienziato britannico Jonathan Shanklin, il buco nell'ozono aveva messo subito in allarme il mondo intero, costringendo l'Onu a far firmare il protocollo di Montreal per l'abolizione dei clorofluorocarburi, responsabili dell'assotigliamento della fascia di gas protettiva.

Claudio Cassardo, docente di meteorologia, fisica del clima e dell'atmosfera all'università di Torino ricorda il clima che venticinque anni fa avvolgeva nell'ansia opinione pubblica e governi. "Ricordo che all'epoca il pubblico attendeva con ansia delel risposte dai governi. Le videnze scientifiche erano forti e chiare: c'era un legame tra l'assottigliamento dello strato di ozono e il cancro della pelle".

In questi anni però la situazione sembra essere radicalmente cambiata e gli esperti, con un ottimismo prudente, prevedono la rimarginazione completa dei cosìdetti "buchi" d'ozono."
Oggi è ancora presto per parlare di una guarigione - ha precisato ancora Cassardo - "I gas nocivi restano infatti per parecchi anni nell'atmosfera prima di svanire. Al momento osserviamo una riduzione della velocità di assotigliamento dell'ozono. Credo che ci vorranno altri 25 anni prima che lo strato inizi a crescere di nuovo".

Questo anche perché le dimensioni del buco sono soggette anche a fenomeni climatici incontrollabili dalla scienza come l'andamento delle stagioni e quindi ogni anno possono subire variazioni.
L'obiettivo del 2080 è quello di ripristinare lo stesso livello di spessore del 1950, anno in cui è iniziato il processo di deterioramento.

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