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Caccia: un sondaggio rivela che per il 79% degli italiani è da vietare

E' ormai chiaro che tra gli italiani vi è un sentire comune, sempre più diffuso, verso la tutela degli animali e dell'ambiente. E questo sentimento trova una fedele rappresentazione nelle intenzioni di voto. La caccia, o meglio la politica venatoria, condiziona il voto degli italiani alle regionali: il 40% degli elettori, infatti, non voterebbe il candidato inizialmente prescelto se avesse in programma interventi a favore delle doppiette.

E' quanto emerge dal sondaggio "Le opinioni degli italiani sulla caccia", realizzato da Ipsos per le associazioni Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia, dal quale risulta che a opporsi alla caccia è il 79% degli italiani, che la considera una crudeltà da vietare o da ridurre fortemente, mentre l'81% e' contrario ad ogni ipotesi di allungamento della stagione.

Una sezione specifica del sondaggio analizza le opinioni degli elettori nelle 13 regioni al voto. Dall'analisi, compiuta su un campione di 980 persone rappresentativo della popolazione che andrà al voto, emerge nello specifico che il 34% degli italiani modificherebbe la sua scelta se il candidato che sta pensando di votare alle regionali avesse interventi a favore della caccia, mentre il 7% lo farebbe "se dopo avergli scritto non cambiasse il programma".

"Si tratta di una maggioranza schiacciante e trasversale" - commentano Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia che potrebbe presto modificare le leggi dello Stato attualmente in favore della attività venatoria.

Ad esempio, il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, l'80% - secondo il sondaggio Ipsos - la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l'autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile).
Inoltre l'84% degli italiani, darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro ai 70, mentre l'86% è favorevole ad aumentare la distanza di divieto di caccia dalle case e dai sentieri degli escursionisti. E infine il 71% degli italiani chiede di limitare la stagione venatoria ai soli mesi di ottobre, novembre e dicembre e il 77% chiede il divieto assoluto di caccia gli uccelli migratori.

Per questo Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia hanno chiesto ai candidati a Presidente di Regione di conoscere e indirizzare o modificare in tal senso il proprio programma di governo regionale, favorendo politiche di tutela degli animali e della natura e di protezione e gestione del territorio in linea con la cultura ecologista ormai diffusa in ogni strato del Paese.

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