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Da Striscia la Notizia: Cristina Gabetti presenta "Occhio allo Spreco"
Cristina Gabetti è una donna cosmopolita. Statunitense di nascita, ha frequentato l'università di Yale, dopo una infanzia trascorsa nella provincia torinese. Oggi la sua base è a Milano. Da un anno a questa parte è entrata nelle case di milioni di italiani con la sua eco-rubrica (tanto nel senso di ecologico che di economico) “Occhio allo spreco” all’interno del tg satirico di Canale 5 “Striscia la Notizia”. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo libro, intitolato Tentativi di eco condotta (Rizzoli), vero vademecum per una vita a impatto zero.
Esce in questi giorni nelle librerie il suo nuovo volume "Occhio allo Spreco" con nuovi esempi pratici di risparmio nel rispetto dell'ambiente. Noi di you4planet abbiamo pensato che non contattarla sarebbe stato davvero uno “spreco”...
Per molti vivere in maniera eco compatibile è una grande forma di risparmio. Per altri una pratica decisamente costosa, qual è la tua opinione sull'argomento?
Innanzitutto va detto che non esiste una soluzione migliore di altre a livello di eco compatibilità. Siccome è una questione di stili di vita, le variabili sono infinite perché ha a che fare con le nostre abitudini. Quello che cerco di stimolare il più possibile attraverso i miei libri è il cambiamento di queste abitudini, di fare in modo che la gente non ne abbia paura, ma agisca. Ovviamente in una maniera affrontabile anche economicamente. Esistono tantissime soluzioni eco compatibili che non sono assolutamente più care di altre, perché si tratta di usare in modo diverso le cose, di sfruttare meglio le risorse a disposizione. Per esempio, se compri un solo prodotto di grande qualità al posto di tanti di poca qualità, e lo valorizzi in quanto tale, fai del bene a te stesso oltre che all’ambiente. In termini di risparmio ci sono tantissime soluzioni molto democratiche e alla portata di tutti. La cosa importante è focalizzarsi sul passaggio dall’epoca del consumismo all’epoca del post-consumismo. Serve quindi che le aziende e i governi investano in questo settore, tenendo presente che sarà un investimento con dei ritorni, soprattutto sul lungo termine, molto significativi.
Con la tua rubrica “Occhio allo spreco” su Striscia la Notizia riesci a raggiungere un pubblico particolarmente vasto, così come grazie ai tuoi libri. Pensi che i media possano coinvolgere realmente le persone attorno alle tematiche ambientali?
Assolutamente sì! Anzi, talvolta mi sembra che ci sia un’offerta inferiore alla domanda delle persone. Penso che se ci fossero più prodotti ecocompatibili “in vista” e disponibili, se ci fossero più servizi e più programmi in questa direzione, la gente li accoglierebbe decisamente volentieri. A me succede di continuo di ricevere mail di persone interessate a ciò che faccio vedere nei miei servizi. Devo dire che sono molto contenta della risposta dei miei telespettatori.
Nel tuo libro ci sono consigli e testimonianze tenute quasi in forma di diario. Pensi che per un effettivo miglioramento al riscaldamento globale sia più efficace l'azione delle persone comuni con le loro piccole “eco-routine” giornaliere o quella dettata dalle politiche nazionali?
Da ambedue le cose. Per tutti noi l’insediamento di Barack Obama, con la sua linea green, è stato molto importante. Adesso, ad un anno da quando è entrato in carica, stiamo vedendo quale fatica faccia a passare dai propositi all’azione, perché deve comunque tenere conto di tantissime variabili – sia a livello di politica interna che estera. Noi, come privati cittadini, dobbiamo invece soltanto tenere conto della nostra responsabilità. Verso noi stessi e verso la società, passando per delle scelte che a volte possono anche sembrare “banali”, ma lo sono solo a livello formale. Purtroppo l’essere responsabili da noi ha ancora poco appeal, poca coolness, perché spesso le persone non riescono a scindere la semplicità dell’azione dalla sua importanza. E’ ovvio che il riciclare la carta o il comprare prodotti locali non sono paragonabili – come grandezza – a eventi eccezionali come l’andare sulla Luna. Si tratta di piccoli gesti quotidiani. Ma questi piccoli gesti, sommati tutti i giorni, hanno un potere enorme.
Ci potresti consigliare alcune azioni personali da compiere assolutamente per essere il più possibile a emissioni zero?
La prima cosa da fare è piantarla di usare i sacchetti di plastica nuovi per fare la spesa o lo shopping, ma di girare sempre con una borsa piccola di tela o di cotone per le nostre spese. Un’altra cosa è fare la spesa tramite gruppi d’acquisto, o almeno: io faccio sempre così, ma senza essere “integralista”. Per quanto riguarda i detersivi, usare sempre quelli ecocompatibili, perché essendo maggiormente biodegradabili di quelli tradizionali, fanno la differenza. E’ una buona cosa anche non lavare i propri vestiti e panni sporchi sopra i 30°, tranne alcuni casi limite come le lenzuola di un membro della famiglia malato. E comunque le possibilità sono tantissime, la tecnologia e la scienza ci offrono soluzioni diverse per limitare il nostro impatto ambientale: anche guidare l’auto in modo meno frenetico può fare la differenza.
You4planet è un portale di sostenibilità ambientale dedicato alle persone, ma rivolge un’attenzione particolare al mondo delle aziende e alle loro soluzioni per limitare il proprio impatto ambientale. Cosa ne pensi? Nel tuo lavoro hai visto qualche iniziativa che ti ha particolarmente colpito?
Ci sono delle grandi aziende che stanno dando segnali molto positivi in questo “processo di trasformazione”. Solo che spesso, a discapito dell’impegno aziendale, si verifica un fenomeno curioso: talvolta le persone percepiscono la politica di un’azienda in direzione green come uno scadimento della qualità di un prodotto. Come dire, “se è ecologico è più scadente”. Purtroppo accade talvolta che sentendo che un oggetto, un vestito o altro sono prodotti con materia prima secondaria (ovvero riciclata), l’acquirente possa diffidare del prodotto, di conseguenza alcune aziende cercano di “pubblicizzare” il meno possibile il proprio impegno ambientale. Ci sono alcuni ostacoli di mentalità che fanno sì che ci sia spesso una grande cautela. Il risultato finale è che, anche per noi addetti ai lavori, non è sempre evidente il buon lavoro che alcune di queste aziende portano avanti.
Prima hai accennato ad Obama. Tu sei nata a New York e ti sei Laureata a Yale. Forse ci puoi dare una visione più diretta della questione. Cosa ne pensi della cosiddetta green economy del presidente americano? Era stato uno dei punti di forza della sua campagna. Tra qualche giorno ci sarà la conferenza sul clima di Copenhagen. Che cosa succederà?
Penso che Obama creda moltissimo in ciò che ha detto quando si è insediato (il piano economico/ecologico prevede molte azioni in campo ambientale, tra le quali ammortizzare la dipendenza dalle fonti fossili e ridurre le emissioni USA dell’80% entro il 2050, ndr), ma che stia facendo davvero molta fatica, molta più di quella che lui stesso pensava avrebbe fatto. Ma ci crede sicuramente, anche per un fattore generazionale: è giovane, ha dei figli piccoli, non può non avere a cuore certe questioni.
La tua rubrica assomiglia molto al lato più interattivo di U4P: la condivisione di obiettivi, le nostre piccole soluzioni pratiche per diminuire l'impatto ambientale. Ti andrebbe di suggerircene uno per la nostra community?
So che state preparando degli obiettivi “natalizi”, ve ne suggerisco uno: perché non aggiungere all’albero - vivo o di cartone - un presepe fatto con il das o con la creta? Ah, e poi evitare assolutamente i nastri di carta – quelli che fanno “il ricciolo”, per intenderci – che sono difficilmente smaltibili e fanno addirittura incastrare i nastri degli impianti di riciclaggio!
ATTENZIONE!
Ti piacerebbe vincere una copia di "Occhio allo Spreco"? Abbiamo preparato un piccolo CONTEST che ti permetterà di ricevere gratuitamente a casa una copia del libro di Cristina Gabetti. 
COME FARE?
E’ semplicissimo, servono solo due requisiti: la velocità e una buona idea. Utilizza subito lo spazio commenti sottostante ed indicaci la tua soluzione di eco-risparmio quotidiano. L'utente più veloce verrà contattato dalla redazione di You4Planet e si aggiudicherà la sua copia.
Commenti
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nidara ha scritto:Signora Cristina lei è il mio mito, la seguo sempre nei servizi che fa a striscia la notizia, utilizzo molti dei sui consigli per vivere in modo eco e devo dire che a volte applico anche qualcosa di mio. Il libro corroerò a comprarlo spero lo abbiate stampato su CARTA RICICLATA ;) o in versione elettronica così no c'è spreco di CARTA :)
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trust2dust ha scritto:io uso l'auto il meno possibile, mezzi pubblici sempre e bici quando è bello come oggi!! sfidando la sorte del traffico milanese ;)
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chiara76 ha scritto:Previa analisi dei dati rilevati dalle apposite agenzie ambientali regionali, preferite l'acqua del sindaco (ossia del rubinetto) a quella che si acquista in bottiglie. Si evitano pesi inutili e si risparmiano circa 250-300 bottiglie cadauno all'anno. Inoltre non sottovalutate la minor spesa, sicuramente non si tratta di grosse cifre (da 25 a 250 euro), ma perchè non destinarle ad altre progetti?
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RedazioneYou4Planet ha scritto:Ciao Khristy complimenti per il tuo contributo! Ti sei appena aggiudicata il libro di Cristina Gabetti, a presto!
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khristy81 ha scritto:Quando si hanno diverse quantità di rifiuti, come: scatoloni di cartone, tanto polistirolo, televisori... Andare nell'area dell'Eco smaltimento più vicino, con la tesserina inviata dall'ente, oltre ad aiutare l'ambiente nel smaltire i riufiti, in modo differenziato e legale, si ha anche un piccolo risparmio nella bolletta.
E invece per i rifiuti ingombranti, come: frigoriferi, divani, poltrone... Chiamate il numero verde dell'ente di smaltimento dei rifiuti, invece di portarli vicino ai cassonetti e aspettare che qualcuno li porti via...GIVE STAR 0 ricevuti
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