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Allarme Terra

I ghiacci si sciolgono, i deserti avanzano, i laghi spariscono. Sono tanti i problemi di cui soffre il nostro pianeta. E la causa spesso siamo noi.  Con l’aiuto, importantissimo, dei satelliti possiamo monitorare la situazione. Con un po’ di impegno e di buona volontà, possiamo migliorarla

Il nostro pianeta sta male. Basta leggere le prime pagine dei giornali per avere ogni giorno notizie sulla sua pessima salute.
L’ultima, appena uscita sul “Journal of Climate” dell’American Meteorological Society, dice che nel 2300 la temperatura media globale potrebbe aumentare di 8 gradi centigradi, facendoci letteralmente arrostire.
È da molto tempo che la maggior parte degli scienziati ha sollevato il problema del riscaldamento globale: negli ultimi cento anni la temperatura media sarebbe salita di 0,6 gradi centigradi, a causa dei cosiddetti gas serra, prodotti dalle attività umane inquinanti. Gli effetti del riscaldamento sono sotto gli occhi di tutti. Tanto per cominciare, le calotte polari si stanno sciogliendo: è di pochi giorni fa la notizia secondo cui i ghiacci del Polo Nord, in base ad alcune rilevazioni effettuate l’estate scorsa dalla statunitense National Oceanic and Atmosferic Administration (Nooa), si sono ridotti del 35 % rispetto al 1978. Con lo scioglimento dei ghiacci si innalza gradualmente il livello del mare, con il rischio, per le città costiere, di essere sommerse. Ma le conseguenze dell’aumento della temperatura terrestre, che gli scienziati stanno già riscontrando e che, se non si prenderanno provvedimenti, aumenteranno in futuro, sarebbero diverse altre: le cime delle montagne, ricoperte da ghiaccio e neve, tenderebbero a destabilizzarsi, provocando frane e smottamenti; alcune aree del pianeta sarebbero colpite dalla siccità e numerose specie vegetali e animali sparirebbero; la temperatura dell’acqua del mare salirebbe, determinando tempeste sempre più numerose, soprattutto ai Tropici…
E gli uragani dipenderebbero, secondo alcuni, dall’innalzamento della temperatura. Che è una delle cause, ma non l’unica, di un altro fenomeno che sta interessando la Terra: la desertificazione, cioè l’aumento delle aree desertiche. Oltre al clima, la spiegazione va ricercata in un uso sconsiderato del terreno da parte dell’uomo. Il problema riguarda ben un terzo del mondo, tanto che le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2006 Anno internazionale dei deserti e della desertificazione.
Se i deserti stanno aumentando, i laghi, invece, stanno rimpicciolendosi, soprattutto quelli africani (come il Ciad, il Tonga, il Victoria). È quanto è emerso poco tempo fa all’undicesima Conferenza mondiale sui laghi di Nairobi. Le cause, oltre, al clima, sono da ricercare nell’azione diretta dell’uomo che ha costruito dighe, deviato il corso di alcuni fiumi a scopo agricolo, praticato un’intensiva raccolta di sale...
Lo stesso è successo al tristemente noto Lago d’Aral, in Asia, che fino
a qualche decennio fa era il quarto lago del mondo e che lentamente sta sparendo, con conseguenze tragiche per l’ambiente e per la popolazione locale.
Ed è sempre l’uomo a causare altri disastri, come la progressiva distruzione della foresta amazzonica: alcuni studiosi della Stanford University hanno affermato che starebbe sparendo due volte più in fretta di quanto si pensasse. A questa conclusione sono arrivati con l’aiuto di un nuovo software in grado di analizzare le immagini satellitari.
È infatti soprattutto grazie al telerilevamento satellitare che noi oggi possiamo conoscere lo stato di salute del nostro pianeta. Era l’inizio degli anni Settanta quando la Nasa lanciò il primo satellite per l’osservazione della Terra. Da allora le agenzie spaziali di tutto il mondo ne hanno messi in orbita molti altri, con lo scopo di monitorarlo e quindi anche di prevenire e tenere sotto controllo i fenomeni ambientali.
I satelliti ci aiutano a capire come sta il nostro mondo. Capire è fondamentale, poi però bisogna agire. Anche con semplici azioni quotidiane.
Tutti, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per l’ambiente. Ce lo ricorda anche il premio Nobel per la pace 2004 Wangari Maathai (che ha piantato nelle zone desertificate del Kenya più di 30 milioni di alberi) con questa storia orientale: in una foresta scoppia un incendio spaventoso; tutti gli animali fuggono, tranne un piccolo colibrì, che subito si dirige al fiume, raccoglie nel suo becco più acqua che può e la butta addosso alle fiamme. E va avanti e indietro più volte. Qualche animale in fuga lo guarda sbigottito e gli chiede: «Che cosa pensi di fare?». E lui risponde: «Tutto quello che posso».

Alessandro Cecchi Paone

  • Avatar di angelomo
    angelomo ha scritto:

    Ma per fortuna che ci siete Voi! La Vostra comunicazione e la semplicità con la quale viene esposta è fondamentale!

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  • Avatar di RedazioneYou4Planet
    RedazioneYou4Planet ha scritto:

    L'articolo di Alessandro Cecchi Paone ha colto nel segno. Recentemente anche il presidente Obama ci ha dato un ultimatum. L'impegno per proteggere l'ambiente non deve essere solo condiviso, ma collettivo.

    @angelomo: su you4planet cerchiamo di trattare temi a volte complicati, come quelli sollevati da questo articolo, attraverso un linguaggio il più semplice possbile.
    Ad esempio, l'immaginario legato ai satelliti, in grado di capire lo stato di salute del Pianeta descritto da A.Cecchi Paone, pensiamo possa essere un buon veicolo di informazione anche per i più giovani!

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  • Avatar di trust2dust
    trust2dust ha scritto:

    sono d'accordo, e soprattutto proteggere il Pianeta non deve essere una questione di moda o di tendenza ma un impegno costante che noi cittadini, le istituzioni e le aziende devono portare avanti.

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  • Avatar di angelomo
    angelomo ha scritto:

    Ci sarebbe da riflettere, fermarsi e capire perchè tutto questo stà per accadere....più informazione possibile, internet, radio, tv!! Non sò se adesso succede ma vorrei che a scuola gli insegnanti potessero far capire questi concetti anche ai più piccolini, con metodi molto chiari! Curare il mondo non è un hobby ma è una responsabilità!

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  • Avatar di laulissima
    laulissima ha scritto:

    devo provare a sentire l'isola ecologica, forse loro lo prendono. nel frattempo accumulo bottiglie di plastica piene di olio.
    i benzinai in realtà non raccoglierebbero l'olio perchè, le raccolte sono differenziate. gli olii vegetali non vengono raccolti insieme a quelli chimici (dati da macchinari, etc). l'ho letto sul sito http://www.coou.it/ del consorzio obbligatorio degli olii usati...

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  • Avatar di tabata65
    tabata65 ha scritto:

    Qualche tempo fa in televisione e precisamente nel programma "la prova del cuoco" hanno suggerito di portare l'olio delle fritture presso i benzinai (che come i meccanici sono obbligati a smaltire gli olii esausti) ma purtroppo non hanno detto che i benzinai non ve lo prendono.. ..in quanto hanno dei registri di carico e scarico o qualcosa di simile per gli olii esausti e credo che paghino un "tot" a seconda della quantità di olio smaltita... (per cui il primo pensiero che faranno sarà "perchè accollarsi anche l'olio degli altri se poi sono io che devo pagare lo smaltimento???") Perciò vedrete che il 99% dei benzinai rifiuterà di esaudire la vostra richiesta!!!...

    Io solitamente riciclo tutta la carta da buttare (sacchetti del pane depliants dei supermercati e quan'altro) per assorbire l'olio delle fritture e non solo.. la adopero pure per l'assorbimento di tutti i liquidi della spazzatura umida (tipo resti di melone o di anguria, l'olio di scarto del tonno in scatola.. ecc) ...
    E' l'unico sistema che ho trovato e sembra funzionare abbastanza... almeno finchè nel mio paese o nelle vicinanze non metteranno qualche centro di raccolta per questo tipo di riufiuti...

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  • Avatar di laulissima
    laulissima ha scritto:

    "tutto quello che possiamo" ma che fatica!! io vorrei smaltire l'olio usato, quello della frittura per intenderci. lo sto conservando in bottiglie di plastica e non riesco a capire dove posso portarlo. in tv c'è la pubblicità per lo smaltimento degli olii usati, ma si riferisce solo a lubrificanti e olii industriali. è assurdo che, certe operazioni, debbano essere così ostacolate e di difficile attuazione (potrei aprire una sezione sulla fatica di smaltire il tetrapak...). è difficile essere cittadini attenti e sensibili quando, chi ci amministra, non si preoccupa affatto dell'ambiente.

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  • Avatar di radaroad
    radaroad ha scritto:

    quando leggo i titoli di questi articoli,sorvolo,passo oltre perchè ho paura:paura di leggere quello che so già,che ho visto sui canali sky,che trattano gli argomenti natura,animali,pianeta,i canali che lanciano continuamente allarmi.....Ho deciso,di leggere,so che questa notte non dormirò...So che penserò molto,ma prometto che aiuterò altri a capire il male che facciamo,al nostro pianeta......

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  • Avatar di sam80
    sam80 ha scritto:

    E si credo proprio che se vogliamo continuare a vivere bene nella nostra amata terra dobbiamo rispettare di più la natura, se non vogliamo che questa si ribelli e ci cacci come gia sta accadendo con dei cambiamenti climatici repentini.

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  • Avatar di solange1
    solange1 ha scritto:

    @amy_wong. Gia' tutto quello che possiamo ma devono iniziare anche rendere tutto piu' facile e lezioni nelle scuole per tenere l'ambiente pulito. Piu' diventiamo piu' sara' difficile non farlo.

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  • Avatar di solange1
    solange1 ha scritto:

    dovremmo iniziare ad amare l'ambiente come un entita' viva e non come qualcosa da utilizzare.

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  • Avatar di nicodeca
    nicodeca ha scritto:

    @ golem : molto interessante la tua riflessione e penso che tu ti sia un po' ispirato al libro manifesto di Latouche, Breve Trattato sulla Decrescita ( http://www.anobii.com/books/Breve_trattato_sulla_decrescita_serena/9788833918693/0164c1632a571f2898/ ). In generale penso che l'impegno delle persone debba viaggiare su due binari paralleli, da un lato un cambio radicale delle logiche consumistiche che si sono dimostrate in tutta la loro esplosiva pericolosità proprio in questi ultimi due anni e dall'altro concepire il proprio quotidiano in modo responsabile e consapevole anche e forse specialmente, nei piccoli gesti o anche nei micro gesti. Questi non salveranno da soli il pianeta ovviamente ma contribuiranno a creare un'esistenza consapevole e soprattutto responsabile e rispettosa di tutto ciò che ci circonda.

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  • Avatar di golem
    golem ha scritto:

    I dati sono sotto gli occhi di tutti, basta fare un giro su dei nostri ghiacciai per accorgersi dei cambiamenti in atto. La crisi del pianeta va di pari passo con quella economica e sono in molti ormai a sostenere che esse siano strettamente legate. Lo stile di vita legato al consumo fine a se stesso è sicuramente uno dei maggiori responsabili dell'uso dissennato delle risorse naturali. Sarebbe quindi necessario ripensare radicalmente un'economia basata sui consumi che ha nel PIL una sorta di divinità a favore di un'economia che rimetta l'uomo e i suoi bisogni al centro. Molto interessante a tale proposito è la teoria della "decrescita felice" che prospetta appunto un rallentamento dei ritmi vorticosi di vita a favore di un'esistenza che valorizzi maggiormente i rapporti umani e meno i consumi. A chi vuole saperne di più consiglio il sito www.decrescitafelice.it

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  • Avatar di trust2dust
    trust2dust ha scritto:

    hai ragione marley!

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  • Avatar di marley
    marley ha scritto:

    Il problema che il sistema atmosferico è tanto complesso quanto delicato ed una volta spostato il punto di equilibrio non è che si è capaci di tornare indietro

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  • Avatar di trust2dust
    trust2dust ha scritto:

    @ il mascia : bello l'articolo, grazie per la segnalazione

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  • Avatar di il_mascia
    il_mascia ha scritto:

    ho trovato un articolo interessante sul rapporto ghiacciai, satelliti e clima, qui: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Satelliti,_clima_e_ghiacciai/1288660

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  • Avatar di bios
    bios ha scritto:

    riflessioni interessanti (e utili)!

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  • Avatar di Kermit
    Kermit ha scritto:

    la supervisione da parte dei satelliti in effetti rappresenta una risorsa importante... l'argomento è affascinante

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  • Avatar di trust2dust
    trust2dust ha scritto:

    molto bella la considerazione finle...da proprio il senso dell'importanza dell'impegno personale.

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  • Avatar di amy_wong
    amy_wong ha scritto:

    tutto quello che possiamo... davvero :)

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