Notizie you4planet http://www.you4planet.it news e curiosità per vivere il Pianeta responsabilmente you4planet.it http://www.you4planet.it/feed_rss.php redazione@you4planet.it redazione@you4planet.it IT-it <![CDATA[IL MESE DELLA PLASTICA: LA COLLABORAZIONE GRUPPO SANPELLEGRINO – AMSA. ]]> 2011-08-05 18:38:41

Il Gruppo Sanpellegrino e Amsa annunciano la loro collaborazione all’insegna del riciclo e della cura per l’ambiente nel contesto del "Mese del Riciclo della Plastica", che vede Amsa e Corepla presenti nei quartieri di Milano con il CAM (Centro Ambiente Mobile) per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata e al riciclo.

 

Il Gruppo Sanpellegrino, da sempre attento alle tematiche relative al riciclo e alla raccolta differenziata, ha deciso di affiancare Amsa e di raccontare ai cittadini milanesi cosa succede a una bottiglia di plastica che viene riciclata. Infatti, per il Gruppo Sanpellegrino il "Mese del Riciclo della Plastica" rappresenta un’ulteriore occasione per promuovere e incentivare le persone a differenziare correttamente i propri rifiuti e in particolare le bottiglie di PET che possono così trasformarsi in una vera e propria risorsa economica e sociale.

Il PET, sigla che sta per polietilenetereftalato, è il materiale con cui comunemente sono realizzate le bottiglie di acqua minerale: è una plastica leggera, resistente e riciclabile al 100% che può essere reimpiegata per altri molteplici scopi - ovatte e fibre per la realizzazione  di imbottiture e capi di abbigliamento come giacche a vento e tessuti "pile", ecc.

 

Attraverso l’ “UFFICIO MOBILE” di Amsa e il CAM, l’isola ecologica itinerante di Amsa, i milanesi potranno così togliersi ogni dubbio sulle bottiglie in PET dell’acqua minerale e capire concretamente l’importanza della corretta raccolta differenziata e del riciclo di questo materiale.

 

 “L’ufficio mobile, insieme al CAM - la nostra stazione ecologica itinerante per la raccolta differenziata che ha creato un’innovativa modalità di conferimento dei rifiuti - rappresenta uno straordinario strumento di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza. Un momento di incontro e di confronto con i milanesi che potranno approfittare dei tecnici presenti per chiarimenti sulla raccolta differenziata della plastica, con un focus particolare sulle bottiglie in PET, la frazione della raccolta più nobile e pregiata.

La partnership con Sanpellegrino, infatti, mira a migliorare la qualità dei materiali che vengono raccolti e, contestualmente, mostrare ai milanesi un esempio concreto di riciclo, Lalitro di Levissima. Non dobbiamo perdere di vista  il tema centrale rispetto alla raccolta dei rifiuti, che non è tanto quanta “differenziata” si può fare, ma quale parte di quello che si differenzia può essere mandato a riciclo” commenta il Direttore Generale di Amsa, Salvatore Cappello.

 

Il personale Amsa sarà a disposizione dei cittadini per dare informazioni e rispondere alle loro domande e curiosità con particolare attenzione al riciclo del PET. I consumatori verranno poi invitati a visitare l’ufficio mobile Sanpellegrino per ricevere LaLitro di Levissima: la prima bottiglia in Italia lanciata dal Gruppo Sanpellegrino realizzata con il 25% di R-PET (plastica riciclata), testimonianza concreta di cosa può diventare il PET se avviato al corretto riciclo.

 

“Siamo orgogliosi di poter collaborare con Amsa in occasione del primo mese del riciclo della plastica” afferma Daniela Murelli, Direttore CSR del Gruppo Sanpellegrino. “Siamo convinti che sia necessario superare la mentalità "usa e getta" in favore di quella dell'"usa e riusa" e in questo la sensibilizzazione al riciclo gioca un ruolo fondamentale. Per la nostra azienda, leader di mercato in Italia nel settore delle acque minerali smaltire i rifiuti in modo corretto e verificare ed educare i cittadini costantemente affinché questo avvenga è una priorità  assoluta”.

 

Il CAM e l’Ufficio Mobile di Amsa saranno operativi dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 15.00, e si sposteranno in città visitando diversi quartieri nel corso di questo mese, secondo il calendario predefinito e disponibile sul sito web di Amsa - www.amsa.it.

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<![CDATA[LEVISSIMA E L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO SULLE VETTE ALPINE PER STUDIARE IL MANTO NEVOSO]]> 2011-08-05 18:32:04 Vi siete mai chiesti cosa succede alla neve quando si posa? E quando poi si scioglie? Queste domande rappresentano il cuore del nuovo progetto di ricerca scientifica intrapreso da Levissima in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano che ha proprio l’obiettivo di studiare la NEVE, da sempre simbolo di purezza e risorsa idrica fondamentale, e scoprire come si evolve durante le stagioni. In particolare, i ricercatori si focalizzeranno sulla neve che riveste il Gruppo Dosdè-Piazzi, situato in un’area di grande valenza naturalistica ed ambientale in alta Valtellina, per capire quanta acqua, proveniente dalla sua fusione, va ad alimentare i bacini idrici di alta quota e i torrenti di media e bassa quota.

 

Il Gruppo Dosdé-Piazzi, da dove trae origine l’acqua Levissima, infatti è ormai considerato un vero e proprio “laboratorio a cielo aperto” per lo studio e le ricerche sulla criosfera dove si sono già indagate le masse glaciali e il permafrost e.

 

Analizzare e studiare il manto nevoso rappresenta il naturale prosieguo di quanto intrapreso da Levissima e l’Università degli Studi di Milano a partire dal 2007: dallo studio del ghiaccio di superficie, visibile a occhio nudo, all’analisi e allo studio del permafrost - il ghiaccio nascosto nella roccia e nel suolo -, per arrivare oggi allo studio della neve, la cui evoluzione ha delle strettissime relazioni anche con il permafrost alpino. Infatti, il tempo di permanenza della neve sui terreni di alta quota influenza anche l’evoluzione del permafrost alpino: annate con scarse precipitazioni nevose vedono un forte raffreddamento della superficie rocciosa e del suolo e un conseguente aumento dello spessore del permafrost; viceversa annate caratterizzate da abbondanti nevicate, persistenti sulla superficie del ghiacciaio sino a tarda primavera, favoriscono un più lento raffreddamento limitando lo spessore del permafrost.

“La neve che cade sui nostri ghiacciai d’inverno se supera la stagione estiva si trasforma in ghiaccio” - afferma il Professor Claudio Smiraglia dell’Università degli Studi di Milano - “Proprio per questo è importantissimo poter valutare l’accumulo nevoso (che rappresenta l’alimentazione indispensabile per la sopravvivenza del ghiacciaio) e la sua evoluzione durante gli anni e le diverse stagioni; questo serve anche per poter definire le variazioni di volume del ghiacciaio, cioè il suo bilancio di massa”.

 

”Siamo orgogliosi del lavoro di ricerca svolto fino ad oggi con l’Università degli Studi di Milano, e siamo convinti che anche quest’anno lo studio rappresenterà un successo da un punto di vista scientifico e ci permetterà di sensibilizzare ancora una volta l’opinione pubblica sull’importanza della risorsa acqua e dell’ambiente, più in generale” - afferma Daniela Murelli, Direttore CSR del Gruppo Sanpellegrino di cui Levissima fa parte - “I dati che andremo a rilevare attraverso le analisi e le sperimentazioni dei ricercatori forniranno alla comunità scientifica nazionale e internazionale informazioni estremamente preziose e utili per aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza delle nostre montagne e dell’acqua nei suoi differenti stati e forme: neve, ghiaccio e liquido”.

 

I recenti studi sugli effetti del Cambiamento Climatico in atto hanno evidenziato che tra gli impatti attesi, oltre alla riduzione dei ghiacciai e la fusione accentuata ed accelerata dello strato attivo del permafrost, è prevista anche una diversa distribuzione spaziale e temporale delle nevicate. Questo significa che potrebbero modificare in maniera significativa i deflussi idrici primaverili ed estivi e quindi le portate dei torrenti e dei fiumi, ma non solo; potrebbero modificare in maniera rilevante anche la dinamica glaciale e del permafrost alpino. Il team di ricercatori, con l’importante contributo delle guide alpine “Alta Valtellina”, sarà così impegnato sul campo per svolgere campagne di monitoraggio del manto nevoso a partire dal mese di maggio: attraverso appositi “carotaggi” verranno misurate le caratteristiche fisiche e, attraverso una sofisticata strumentazione detta georadar, verranno rilevati gli spessori del manto nevoso; mentre, in laboratorio, verranno analizzate le immagini satellitari utili a descrivere la copertura nevosa e le sue variazioni nel tempo.

 

Come si svolgono le indagini sul campo?

Si tratta di una tipologia di indagini ancora poco diffuse in ambito alpino che permetteranno di mappare con continuità lo spessore del manto nevoso presente e di calcolare accuratamente il contributo della neve all’alimentazione dei ghiacciai e al deflusso idrico stagionale.

 

In concreto, su un’area campione – estesa qualche chilometro – verranno effettuate prospezioni geofisiche utilizzando onde elettromagnetiche che attraversano il manto nevoso, vengono riflesse dal substrato di suolo, roccia e ghiaccio e poi ritornano allo strumento che le ha generate. I dati così raccolti consentiranno di conoscere la quantità di acqua disponibile stagionalmente ed annualmente a seguito della fusione della neve.

 

“Una volta conosciuta la distribuzione spazio-temporale della neve per l’anno di monitoraggio” – conclude il Professor Claudio Smiraglia. “si potranno stimare le nevicate future sulla base degli scenari climatici per quantificare l’acqua disponibile sulle nostre montagne”.

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<![CDATA[LALITRO DI LEVISSIMA, LA PRIMA BOTTIGLIA IN ITALIA REALIZZATA CON IL 25 PER CENTO DI R-PET, TRIONFA ALL’OSCAR DELL’IMBALLAGGIO 2011]]> 2011-08-05 17:16:01

LaLitro di Levissima, la prima bottiglia di acqua minerale realizzata con il 25% di plastica riciclata (R-PET) trionfa all’Oscar dell’imballaggio 2011, aggiudicandosi l’ambito premio per la sezione speciale “AMBIENTE”.

 

Si tratta della prima e, al momento, unica bottiglia sul mercato italiano,  lanciata lo scorso anno dal Gruppo Sanpellegrino a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n.113 del 18 maggio 2010 che consente di commercializzare l’acqua minerale in bottiglie prodotte con PET riciclato.

Una bottiglia innovativa, alta 240 mm e  contraddistinta da un peso di 21gr - messa a punto dal Gruppo Sanpellegrino grazie alle ricerche condotte in collaborazione con il Nestlè Waters R&D Center.

 

L’R-PET è un materiale derivante dal riciclo delle bottiglie in PET: infatti, partendo da una bottiglia in PET post consumo è possibile così produrre nuovi recipienti in PET per bevande. Questo processo rappresenta un ciclo chiuso chiamato “bottle to bottle” ed è possibile in quanto il PET è un materiale al 100% riciclabile che, oltre ad essere leggero, infrangibile e perfettamente igienico, una volta riciclato mantiene inalterate le sue caratteristiche.

 

LaLitro di Levissima rappresenta una risposta concreta del Gruppo Sanpellegrino alla richieste di un consumatore sempre più sensibile alle problematiche legate all’ambiente e che all’atto di acquisto cerca di scegliere un prodotto che sia rispettoso dell’ambiente e allo stesso tempo assicuri la massima qualità. Infatti, come conferma una ricerca presentata dall’Istituto Italiano Imballaggio in occasione della premiazione, gli Italiani richiedono imballaggi con un sempre minore impatto sull’ambiente circostante, non solo packaging riciclabili, ma realizzati con materie prime provenienti da riciclo, più leggeri e meno voluminosi.

 

La giuria ha decretato la vittoria della LaLitro con la seguente motivazione: “LaLitro è il primo esempio in Italia di utilizzo di PET proveniente da riciclo, adatto al contatto con gli alimenti, nel settore delle acque minerali piatte. In una bottiglia di soli 21 gr di peso, è stato impiegato il 25% di PET da post consumo. Nota particolarmente interessante, queste informazioni sono efficacemente comunicate in etichetta”.

 

Siamo orgogliosi che LaLitro di Levissima abbia conquistato un premio così importante”, afferma Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility del Gruppo Sanpellegrino. “Questa innovativa bottiglia rappresenta un importante tassello del nostro percorso di attenzione all’ambiente e un’ulteriore occasione di sensibilizzazione del consumatore verso un corretto atteggiamento nei confronti del riciclo e della raccolta differenziata”, conclude Daniela Murelli.

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<![CDATA[Gli stivali realizzati con le bottiglie di plastica per essere "eroi" della Natura]]> 2011-01-31 10:59:46

Timberland è da sempre un marchio attento alle novità in fatto di prodotto e di comunicazione. E così, dopo aver lanciato la scarpa che si smonta e si ricicla, aver aperto il primo negozio ecosostenibile d'Europa e ridotto l'impatto ambientale della sua produzione, il celebre brand di abbigliamento casual ha lanciato una collezione tutta dedicata alle scarpe riciclate.

 

Si tratta di un’idea decisamente al passo con i tempi e soprattutto che risponde alla filosofia dell’azienda che da anni segue il comparto ambientale con grande interesse e impegno. La nuova linea si chiama Earthkeepers e utilizza materiali riciclabili per scarpe casual.

 

La linea Earthkeepers di Timberland utilizza gomma e PET riciclati. In questo modo Timberland punta alla vendita di scarpe innovative e soprattutto rispettose dell’ambiente. Pensate che per ogni paio di scarpe viene utilizzata una bottiglia di plastica da un litro e mezzo litro.

 

Per accompagnare la nuova linea di scarpe, Timberland ha ideato lo slogan “La Natura ha bisogno di Eroi” spingendo i consumatori a valutare quanto possano sentirsi eroi nei grandi spazi aperti. Ma le azioni per promuovere questa linea della primavera-estate 2011 non sono finite. Timberland ha anche creato un evento presso la Governor’s Island, a New York City, luogo perfetto per questa mostra innovativa. 

 

“Nature Needs Heroes” è il nome della campagna con l'obiettivo di ispirare i consumatori a considerare quali sono le azioni che potrebbero intraprendere per essere "un Heroes" e l'idea che condividiamo anche noi di You4Planet che “anche piccoli gesti possono fare la differenza”, a partire da quello di riciclare una bottiglia di acqua.

 

La campagna è partita dagli Stati Uniti attraverso spot TV, la carta stampata, ma anche display 3D nei negozi Timberland che i clienti possono vedere muniti di appositi occhiali e un microsito interattivo. Non poteva ovviamente mancare un’applicazione su Facebook Timberland Earthkeepers "Virtual Forest" in cui gli utenti sono invitati a creare la loro propria foresta (e ad invitare amici), che si tradurrà in “Timberland pianta alberi ad Haiti” per completare il suo progetto di riforestazione.

 

Come afferma Jim Davey, Timberland VP e Global Marketing “lo slogan della campagna Nature Needs Heroes è il migliore fino ad oggi, non solo per condividere le nostre storie e le nostre iniziative, ma per coinvolgere i consumatori in un più ampio sforzo di cura per l'ambiente", così mentre la campagna punta sulla sensibilizzazione dei consumatori alle tematiche ambientali, è forte la promozione di un paio di scarpe.

 

Davey continua “Vogliamo dare ai consumatori l'opportunità di imparare di più su ciò che Timberland sta facendo per aiutare a proteggere la vita della natura, così come il sostegno nel compiere le giuste azioni per l'ambiente - tali azioni possono concretizzarsi nell’acquistare un paio di stivali oppure piantare un albero”.

 

E la chiave di lettura sulla forza del progetto di Timberland ce la fornisce Brian Moore, Vice Presidente Men's Product. "Con Earthkeepers 2.0, abbiamo l'opportunità di influenzare l'impatto ambientale dei nostri prodotti in un modo mai fatto prima d'ora" ovvero dopo l'acquisto. Possiamo imporci di creare le calzature più "green" sul mercato, ma se alla fine i nostri prodotti finiscono in una discarica, non abbiamo adempito ai nostri doveri di responsabilità verso l'ambiente".

 

Una ulteriore confermo sul ciclo di vita della plastica: non ci sono solo bottiglie, con la plastica riciclata si fa di tutto!

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<![CDATA[Ecodesign di eccellenza: la sedia realizzata in PET]]> 2011-01-31 10:56:01 Magis è un nome importante nel campo del design di arredamento, già protagonista di fiere come il Salonde del Mobile di Milano. Proprio in occasione dell'ultima edizione della fiera internazionale dedicata all'arredamento di interni ha presentato il lancio della sedia "Sparkling", creata dal designer Marcel Wanders.

 

In questa sedia convivono gusto per lo stile e responsabilità per l'ambiente. Infatti Sparking è una sedia prodotta in plastica con un processo di soffiaggio comunemente utilizzato per la realizzazione di bottiglie in PET. In più le sue gambe trasparenti di forma rotonda rimandano alla silhouette di bottiglie di soda, probabilmente il pezzo di design più divertente e audace dell’ ultima collezione Magis, che vedeva grandissimi nomi del design internazionale.

 

Il nome Sparkling, lo avrete capito, fa diretto riferimento alle acque frizzanti o agli spumanti ma anche ai raggi solari sul vetro, o sulla plastica. Sparkling gioca con quel luccichio che avviene per semplice rifrazione della luce, quel piccolo bagliore nel buio che avviene per incidenza casuale.

 

Wanders le ha studiato per un po’ le bottiglie che comunemente vengono usate per contenere acqua e bibite gassate ed ha potuto apprezzare il gioco dei raggi luminosi dentro a un contenitore trasparente, oltre che l’importanza di un materiale incorporeo come l’aria. Dopo il processo di stampaggio, gli spazi vuoti sono riempiti di aria ad alta pressione che crea componenti molto forte e strutturale. Così anche l’aria fa la sua parte e con questa tecnica l’utilizzo della plastica è minimo, ecodesign quindi, e il peso totale della sedia è solo circa 1 kg.

 

Una volta ottenuti i pezzi si procede al riempimento con aria ad alta pressione, ottenendo elementi molto resistenti e strutturali che formano una sedia solida e leggerissima.

 

Sparkling è costituita per un procedimento di montaggio delle gambe incastrate dentro la scocca unica di seduta e spalliera. Disponibile nel colore verde pallido oppure trasparente, ambedue tipici delle bottiglie di plastica.

 

Come potete immaginare, si tratta di un procedimento industriale che segue in ogni sua fase il rispetto per l'ambiente, con il risultato di avere un oggetto che è funzionale e leggero. L'elemento del peso influenza la linea ma ha anche una sua importanza, legata al trasporto sul quale impatta in maniera positiva.

 

Segno che l'amore per il design può trovare una forma "frizzante" di tutela dell'ambiente

 

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<![CDATA[Il solare termico? E' possibile grazie al PET!]]> 2011-01-31 10:51:29 Questa storia arriva dallo Stato del Paraná, nella parte meridionale del Brasile. Qui è stato realizzato un importante esperimento di progettazione ambientale che utilizza materiali di scarto. Il progetto è partito ad agosto del 2006 quando agenzie statali hanno patrocinato progetti di costruzione di scaldacqua solari.

 

La particolarità del progetto sta nei materiali utilizzati e nelle tecniche di costruzione: è infatti grazie a bottiglie in PET riciclate e contenitori in tetrapak per il confezionamento del latte che gli scaldacqua sono in grado di fornire energia irraggiata dal Sole (energia rinnovabile) verso la Terra.

 

Gli impianti solari termici sono dispositivi che permettono di catturare l'energia solare, immagazzinarla e usarla nelle maniere più svariate.

 

Finora sono stati realizzati circa 3.000 impianti che operano in ben 254 comuni di Paraná, riutilizzando circa 1,2 milioni di bottiglie in PET e cartoni di latte che altrimenti sarebbero stati finiti nella spazzatura.

 

Per costruire questi pannelli solari per generare acqua calda vengono impiegate 200 bottiglie in PET e 200 cartoni di latte . Si stima che l’impianto, se il riscaldamento venisse utilizzato per riscaldare l'acqua per due bagni, può portare ad un risparmio fino a 120 KW al mese.

 

L’idea è stata proposta da José Alano, che già nel 2004 aveva ricevuto il premio Ecologia dalla rivista brasiliana Superinteressante. Alano ha ricevuto il sostegno del governo dello Stato del Paraná, e il "Hot Water for All" (Água quente para todos) così è stato inserito nel Programma sui rifiuti dello Stato “Dispersione Zero” (Programa Desperdício Zero). 

 

Ed è così che gli impianti per il riscaldamento dell’acqua sono stati installati presso gli uffici regionali dei vari organi dello Stato Sistema Ambiente, Segreteria Ambiente (SEMA), l'Istituto per l'ambiente (IAP), la Soprintendenza di sviluppo delle risorse idriche e Igiene ambientale (Suderhsa), e l'Istituto del territorio, cartografia e Geosciences (ITCG). Sono stati anche installati in diversi campus universitari in tutto lo stato.

 

Per facilitare e diffondere la creazione d’impianti del genere lo stato ha messo a disposizione un semplicissimo manuale ricco d’immagini e ovviamente in portoghese.

 

Il Brasile (fonte: Wikipedia) ha uno dei più grandi programmi per l'energia rinnovabile al mondo, coinvolgendo la produzione di bioetanolo dalla canna da zucchero e l'etanolo ora fornisce il 18% del carburante automobilistico. Come risultato, assieme allo sfruttamento delle locali profonde riserve petrolifere, il Brasile, che in passato doveva importare una grande quantità di petrolio necessario al consumo interno, ha recentemente raggiunto la completa autosufficienza petrolifera.

 

In questo contesto, risulta un ulteriore passo in avanti l'utilizzo di materiali plastici come bottiglie e tetrapack finalmente destinati ad una nuova vita, oltre l'utilizzo alimentare.

 

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<![CDATA[Con Nike il riciclo è Open Source]]> 2011-01-31 10:48:59

Il riciclo della plastica deve essere inteso come un’opportunità per salvaguardare le risorse naturali.

E’ con questo spirito che il colosso americano dell’abbigliamento sportivo Nike ha lanciato il programma Nike Environmental Apparel Design Tool, un’iniziativa dedicata a tutte le aziende di abbigliamento e i designer che intendono sviluppare modelli realizzati che prevedano l’uso di materie di riciclo per la produzione dei propri capi di abbigliamento.

 

Il software rilasciato da Nike nasce all’interno del programma Considered Design ( www.nike.com/nikeos/p/gamechangers/en_US/considered ) ed è frutto di sette anni di lavoro e ben 6 milioni di dollari di investimento che hanno consentito all’azienda americana di migliorare in modo significativo gli standard di produzione portandoli negli ultimi anni verso modelli sostenibili ed innovativi.

 

Ma la tutela e il miglioramento dell’ambiente è un impegno che dovrebbe coinvolgere tutti e per questo motivo il software è stato rilasciato in modalità OpenSource così che tutta la comunità possa contribuire a migliorarne le prestazioni e renderlo sempre più efficace.

 

“Rendendo fruibile il nostro tool – spiega Hannah Jones, vice presidente Nike Sustainable business and innovation–   vogliamo in primo luogo migliorarlo e al contempo speriamo di porre le basi per creare in futuro standard industriali globali, comuni a tutti i produttori, per far si che vengano adottati processi di progettazione che tutelino l'ambiente e vengano messi in vendita prodotti davvero ecosostenibili”

 

I primi risultati ottenuti  grazie all’utilizzo del Environmental Apparel Design Tool sono estremamente interessanti, nell’ultimo mondiale di calcio in Sudafrica le magliette di calcio della Nike sono state progettate e prodotte utilizzando quasi 13 milioni di bottiglie di plastica pari a circa 254 tonnellate di rifiuti.

 

Inoltre nell’ultimo anno Nike ha raddoppiato l’uso di polimeri riciclati, utilizzando oltre 82 milioni di bottiglie di plastica che non hanno così contribuito ad aumentare le discariche di rifiuti.

 

Ma l’intento di Nike, mettendo a disposizione il software opensource, è quello di convincere le altre aziende produttrici ad aumentare l’utilizzo di plastiche riciclate così da contribuire in modo significativo alla salute del nostro paese attraverso lo smaltimento della totalità delle bottiglie di plastica utilizzate nel Pianeta.

 

Visto il successo ottenuto con l’utilizzo dell'Environmental apparel design tool, Nike lancerà nel corso di quest’anno  il Footwear design tool, il Material assessment tool e il Water assessment tool, tutti programmi creati per ottimizzare l'uso di risorse.

 

Impegni che si aggiungono al recente lancio di GreenXchange (GX), un mercato online dove le aziende possono collaborare condividendo brevetti e strumenti che possano condurre a nuovi modelli di business sostenibili e innovativi.

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http://www.you4planet.it/speciali/22/Con_Nike_il_riciclo_%C3%A8_Open_Source
<![CDATA[“LaLitro” di Levissima: nasce l’innovativa bottiglia in PET riciclato]]> 2010-12-16 18:34:05 Levissima è da tempo impegnata in progetti e attività nell’ambito della sostenibilità ambientale. Oggi, aggiunge un nuovo importante tassello nel suo percorso di attenzione nei confronti della natura. 

Un nuovo Decreto Ministeriale delinea nuove prospettive per coniugare le richieste dei consumatori, sempre più attenti ad acquisti “eco-consapevoli”, alle esigenze di qualità produttiva da parte delle realtà che operano nel settore alimentare.

Grazie all’entrata in vigore lo scorso 5 agosto del Decreto Ministeriale n.113 del 18 maggio 2010, oggi il PET riciclato ( R-PET ) può essere utilizzato anche per la realizzazione delle bottiglie di acqua minerale.

Il processo di riciclo delle bottiglie post consumo di PET produce R_PET che poi può essere aggiunto alla resina vergine sino ad una percentuale massima del 49% per fabbricare una nuova bottiglia. Il PET con cui vengono realizzate le bottiglie è infatti un materiale al 100% riciclabile. Oltre ad essere leggero, infrangibile, perfettamente igienico, una volta riciclato non perde nessuna delle sue caratteristiche positive.


Questa sua peculiarità insieme a una qualità di purezza molto elevata permettono al PET di compiere un ciclo chiuso: dalla produzione all’imbottigliamento, al consumo, alla raccolta differenziata e al corretto riciclo fino ad essere nuovamente impiegato per altri usi.
Sino ad oggi, lo sbocco principale del PET riciclato è stato il settore tessile (imbottiture, ovatte, giacche in pile, moquette, …), ma è stato anche utilizzato per la produzione di parti interne di auto, vaschette, blister e lastre per imballaggi.

Oggi l’R-PET può essere utilizzato anche per la realizzazione delle bottiglie di acqua minerale, ma a condizione che il materiale provenga solo da PET idoneo al contatto con gli alimenti e che la frazione di resina vergine rappresenti almeno il 50%. La garanzia al consumatore sulla qualità dell'RPET è assicurata dai challenge test richiesti dalle Autorità della Comunità Europea per l’effettuazione del processo a ciclo chiuso “bottle to bottle”. I challenge test sono, infatti, quelle prove concrete che verificano l’eliminazione di tutti i potenziali inquinanti che le bottiglie provenienti dalla raccolta differenziata potrebbero contenere.

Il Gruppo Sanpellegrino, grazie alle ricerche condotte con il Nestlè Waters R&D Center, ha messo a punto un’innovativa bottiglia per il marchio Levissima: “LaLitro”, la nuova bottiglia di acqua minerale naturale nel formato da 1L contenente il 25% di PET RICICLATO (R-PET) – polietilentereftalato riciclato.

LaLitro di Levissima garantisce tutti gli standard in termini di sicurezza igienico sanitaria e di funzionalità del contenitore, secondo le norme di legge comunitarie e italiane preservando come sempre le qualità specifiche dell’acqua minerale.

La scelta di Sanpellegrino e di Levissima di utilizzare R-PET nella percentuale del 25% per la produzione di bottiglie è dovuta a fattori ben ponderati dal Nestlé Water R&D Center sia nei confronti del mercato, sia nei confronti della disponibilità dell’R-PET.

Infatti, per sensibilizzare i consumatori a contribuire nella loro quotidianità al ciclo “bottle to bottle” una bottiglia di plastica che ha fatto il suo ciclo di consumo torna così ad essere bottiglia.

La sensibilizzazione del consumatore verso un corretto atteggiamento nei confronti della raccolta differenziata è uno degli obiettivi che Levissima sta promuovendo con questa nuova bottiglia. Infatti, LaLitro è contraddistinta da un’etichetta che contiene messaggi informativi relativi alla raccolta differenziata e al riciclo.
Inoltre, il lancio della bottiglia è supportato anche da una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di veicolare sul web e sulla stampa l’importanza di questo comportamento civico.

Levissima, attraverso alcune iniziative come “Fai rivivere la plastica”  sviluppate sui punti di vendita e sul tessuto urbano vuole comunicare l’importanza di contribuire a ridurre l’impatto che i gesti della vita quotidiana possono avere sull’ambiente circostante, come l’impegno ad una corretta raccolta differenziata.

Per conoscere in sintesi il futuro del PET e l’importanze del R-PET clicca qui

 

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http://www.you4planet.it/speciali/21/%E2%80%9CLaLitro%E2%80%9D_di_Levissima%3A_nasce_l%E2%80%99innovativa_bottiglia_in_PET_riciclato
<![CDATA[Intervista a Daniela Murelli]]> 2010-12-16 18:19:18 Che novità introduce la nuova bottiglia "LaLitro"?

In Italia, “LaLitro” è la prima bottiglia per acqua minerale naturale nel formato da 1L contenente il 25% di PET RICICLATO (R-PET) – polietilentereftalato riciclato. Il prodotto è presente sul mercato italiano a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n.113 del 18 maggio 2010, che consente di commercializzare l’acqua minerale in bottiglie prodotte con PET riciclato.

Si tratta di una bottiglia molto innovativa. Ci può descrivere l’approccio alla base del lancio di questa bottiglia? 

Questa innovativa bottiglia rappresenta un altro importante e significativo tassello del percorso di sostenibilità che Levissima e tutto il nostro Gruppo stanno portando avanti da tempo. Frutto di un lungo e impegnativo lavoro di ricerca in collaborazione con il Nestlè Waters R&D Center che ci ha portato a realizzare un prodotto che contribuisce concretamente a sensibilizzare i consumatori alla raccolta differenziata e alla tutela dell’ambiente: le bottiglie in PET vengono considerate così come una risorsa e non più come un rifiuto. La raccolta differenziata è, infatti, la prima tappa del lungo percorso che porta al recupero e all’effettivo riciclo delle bottiglie in PET.
L'imballaggio svolge da sempre le funzioni di   contenere ,  proteggere,  trasportare e presentare i prodotti. L'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica hanno fatto numerosi passi avanti e proprio per questo, la Ricerca & Sviluppo del nostro Gruppo è fortemente impegnata sul fronte del confezionamento dei prodotti. Applichiamo negli stabilimenti le più recenti innovazioni riguardanti il packaging nell’ottica di un sempre maggior rispetto dell’ambiente e del consumatore.

Il Pet permette nuova vita alla plastica?

Il PET con cui vengono realizzate le bottiglie per il mercato dell’acqua minerale è un materiale al 100% riciclabile. Oltre ad essere leggero, molto resistente, perfettamente igienico, una volta riciclato non perde nessuna delle sue caratteristiche positive. Queste sue peculiarità permettono al PET di compiere un ciclo chiuso: dalla produzione all’imbottigliamento, al consumo, alla raccolta differenziata e al corretto riciclo fino ad essere nuovamente impiegato per altri usi.
Sino ad oggi, lo sbocco principale del PET riciclato è stato il settore tessile (imbottiture, ovatte, giacche in pile, moquette, …), ma è stato anche utilizzato per la produzione di parti interne di auto, vaschette, blister e lastre per imballaggi.
Grazie all’entrata in vigore lo scorso 5 agosto del  Decreto Ministeriale   n.113 del 18 maggio 2010, oggi l’R-PET può essere utilizzato anche per la realizzazione delle bottiglie di acqua minerale, ma a condizione che il materiale provenga solo da PET idoneo al contatto con gli alimenti  e che la frazione di resina verigine rappresenti almeno il 50% . Partendo da una bottiglia in PET post consumo, cioè derivante dalla raccolta differenziata, è così possibile produrre nuovi recipienti in PET per  acqua minerale  - questo processo rappresenta un vero e proprio ciclo chiuso chiamato “bottle to bottle”. La plastica riciclata (RPET) utilizzata è di qualità identica a quella della plastica vergine (PET)

Pensa che questo sia un punto di arrivo per il percorso di sostenibilità introdotto da Levissima e dal Gruppo Sanpellegrino?

Sicuramente per noi questa innovativa bottiglia rappresenta un importante punto d’arrivo, ma anche di partenza.
Il nostro impegno è quello di portare sulla tavola dei consumatori un’acqua minerale pura e incontaminata, così come sgorga alla fonte ; l’acqua, infatti, è protetta all’origine, dove sgorga, e l’imbottigliamento avviene in condizioni igieniche che mantengono lo stato di purezza originaria, attraverso un rigoroso controllo del processo. Oltre a garantire un prodotto ineccepibile sotto il profilo igienico sanitario, Il nostro Gruppo è  anche orientato al minor impatto ambientale: produrre meno scarti, con l’ideale di avere per ogni bottiglia un  contenitore, un tappo e un’etichetta e niente di più. E che questa bottiglia riesca anche a rispettare l’ambiente significa pensare a un contenitore leggero ma allo stesso tempo performante  ed andare il più possibile verso il riciclo,
La sensibilizzazione del consumatore verso un corretto atteggiamento nei confronti della raccolta differenziata è proprio  l'obiettivo primario che stiamo promuovendo con questa nuova bottiglia.

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http://www.you4planet.it/magazine/303/Intervista_a_Daniela_Murelli
<![CDATA[Milano dà il benvenuto a “THE EUROPEAN RECYCLING PARTY”]]> 2010-11-23 09:27:37 Concerto rock e spettacolo nel segno della sostenibilità ambientale promosso da ERP con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.

All’Alcatraz di Milano, il 23 novembre alle ore 21.00, ci sarà una festa speciale. Si celebra il raggiungimento del 1° milione di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) riciclate da parte di ERP, sistema collettivo senza scopo di lucro che opera in 11 paesi europei. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento posti: questo perché se si vuole dedicare una festa ad un risultato ragguardevole, si vuole anche sensibilizzare i giovani sull’importanza di smaltire correttamente le tante apparecchiature elettriche ed elettroniche, affinché i loro rifiuti non impattino sull’ambiente. “The European Recycling Party” è un evento che si tiene in diversi Paesi europei.

In scena all’Alcatraz per celebrare il traguardo del 1° milione di tonnellate di RAEE riciclate, tre rock band italiane, Minnie’s, Corni Petar e Linea 77, guidate da Stefano Gallarini e Christian Boriotti. Artisti che condividono con ERP l’importanza di comunicare il beneficio che il corretto smaltimento dei rifiuti comporta per il futuro del nostro pianeta. Un dato per tutti: il milione di tonnellate di RAEE raccolto ad oggi ha evitato l’emissione in atmosfera di più di undici milioni di tonnellate di CO2, equivalenti all’impatto annuale di quattro milioni di auto sulle strade di tutta Europa. L’impegno di ERP, attraverso la raccolta, ha portato al risparmio di nove miliardi di chilowattora pari all’energia di sei milioni di barili di petrolio.

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http://www.you4planet.it/news/302/Milano_d%C3%A0_il_benvenuto_a_%E2%80%9CTHE_EUROPEAN_RECYCLING_PARTY%E2%80%9D